Quotidiano on line di informazione, documentazione e ricerca socio sanitaria
Aree tematiche
Editoriali
Inchieste
Sanità
SocialeNews
Pari Opportunità
Politiche migratorie
Documentazione e Ricerca
Contropiano
Storie
Redazionali
Tutti gli articoli
Archivio articoli

In evidenza
IO NON RESPINGO

Comunicati stampa ed eventi
Comunicati stampa - Agenda del Mese
Rassegna stampa Medeu.it

Cerca nel sito
Ricerca avanzata

Stampa questa pagina

IL CASO ELUANA ENGLARO. UNA RIFLESSIONE A FAVORE DELLA VITA
Il mistero della vita, talvolta, è però nascosto nel paradosso della sofferenza e c’è inoltre una libertà di fondo in ciascun uomo e nelle azioni da lui compiute che non può costringerlo ad amare e ad obbedire alla volontà del Creatore


(7 Febbraio 2009) - «Vogliamo inviare un messaggio ai nuovi operatori della casa di cura di Udine: di accarezzare Eluana, osservare il suo respiro e ascoltare il battito del suo cuore. Sono i tre elementi che li porteranno ad amarla, perché lei non è un caso ma una persona viva».

Sono le parole che suor Albina – direttrice della clinica Beato Luigi Talamoni di Lecco – rivolge, attraverso la televisione e con evidente commozione, al personale della casa di cura “La Quiete” di Udine, dove in questi giorni è stata trasferita Eluana Englaro (in coma da diciassette anni) perché si possa interrompere l’alimentazione e l’idratazione così come stabilito dall’ultima sentenza giuridica.

Sono parole che mostrano una familiarità inedita nei confronti di una donna che per circa quindici anni è stata assistita, con amorevole dedizione, presso la casa di cura gestita dalle Suore Misericordie di Lecco.

Sono parole, ancora, che per un istante si frappongono a quell’interminabile andirivieni mediatico di questi ultimi mesi fatto di sentenze giuridiche, contrastanti dichiarazioni medico-scientifiche, opinioni politiche e laiche che accompagnano uno dei casi più singolari e tristi della storia italiana.

Dov’è Dio? Perché non interviene, magari risvegliando dal coma la giovane Eluana? Domande struggenti che in questi giorni sfiorano il pensiero di molta gente. Il mistero della vita, talvolta, è però nascosto nel paradosso della sofferenza e c’è inoltre una libertà di fondo in ciascun uomo e nelle azioni da lui compiute che non può costringerlo ad amare e ad obbedire alla volontà del Creatore!

Nessuno di noi è costretto a credere in Dio e ad amarlo. Neppure Dio ha voluto adeguare il suo amore a questa tristissima ipotesi. Cristo poteva, infatti, usare la sua libertà per scendere dalla croce e incenerire con un semplice sguardo i suoi carnefici che si prendevano gioco di lui invitandolo a salvare se stesso e a scendere dalla croce. Non lo ha fatto, non ha voluto tradire la Sua e la nostra libertà. Cristo per quella libertà (la libertà di offrire all’uomo la salvezza attraverso il sacrificio di Se stesso) ha pagato il suo prezzo. Non è sceso dalla Croce, lasciandoci liberi di amarlo o di non amarlo. Un rischio! Un rischio che Dio ha voluto correre… e del quale non si è ancora pentito!

Magari è difficile ammetterlo ma il dilemma di questi giorni, relativamente alla vita e alla “dolce” morte di Eluana Englaro, è una vera e propria battaglia interiore che si gioca nel cuore di ciascuno di noi.

Forse siamo noi quelli che cercano davvero una risposta; comprendiamo che la sola ragione umana non è sufficientemente capace di rispondere a certi interrogativi. Siamo noi ad avere bisogno di certezze e ci rendiamo conto che semplici giudizi e opinabili teorie non serviranno a colmare quel vuoto interiore che c’è in noi, né risponderanno mai a quella tremenda domanda che pone l’uomo di fronte al mistero della vita e della morte. Nessuno di noi, proprio nessuno, può vantare certezze, tutto sembra inesorabilmente legato, per chi crede, ad un semplice atto di fede!

 LEGGI L'ALTRO EDITORIALE 

 

17/11/08

ELUANA, IL PADRE E LA MORTE - NOI: I SANI E I DISABILI (Riceviamo e volentieri pubblichiamo) (Pari Opportunità)  

15/11/08

EDITORIALE. Eutanasia in Italia: il caso Eluana Englaro (SocialeNews)

8/2/09

CASO ENGLARO. Liberiamo Eluana dallo stato vegetativo irreversibile (Editoriali)

6/2/09

La vita in sé e la buona vita: due o tre cose sul caso di Eluana Englaro (Editoriali)  

 



Michelangelo Nasca
06/02/2009

Stampa questa pagina

Video


Collegamento sponsorizzato


Newsletter

Spazio pubblicità Medeu.it
Per la pubblicità su questo sito
rivolgetevi a:
infopubblicita@medeu.it

Gli articoli più letti del mese
Il Tar del Lazio riconosce le ragioni della FLC CGIL sulla mobilità coatta del personale del scuola
Il Festino e i servizi di assistenza domiciliare
Commento. La scuola italiana nello spazio
A rischio a causa del sovraffollamento gli istituti penitenziari siciliani
''In mezzo alla strada''. E' l'iniziativa di protesta di un gruppo di ricercatori e insegnanti
Falsi invalidi? In Sicilia 30.000 non vedenti a fronte dei 6.000 in Lombardia
La sanità federale di Fazio
Commento. Gli arresti catanesi mostrano forse il vero volto dei distretti socio-sanitari?
Comune di Palermo. Interruzione dei servizi di assistenza domiciliare ai disabili (Riceviamo e volentieri pubblichiamo)
Contropiano. Tra vite e servizi chiude la psichiatria dell'ospedale Guadagna di Palermo

Riproponiamo
Festival del Giornalismo d'Inchiesta "A Chiare Lettere": annunciata la seconda edizione del Festival, Marsala 21-23 Maggio 2010
Approvate dal Parlamento Europeo le nuove linee guida per il soccorso marittimo dei migranti
Commento. A Rosarno sperimentazioni sociologiche
L’ETA’ DEL CITTADINO E’ LA CHIAVE PER STABILIRE LA SUA SPESA SANITARIA
Formazione e dibattiti all’XVII Edizione dell’Exposanità di Bologna
Un corso a Palermo per la gestione del diabete
Comment. I fondi strutturali, l'asse sei e la sicilia assistita
Scuola ed esami: un consiglio per affrontarli al meglio

Copyright 2010 Medeu all rights reserved - Realizzazione Siti MarcoMedi@

Logo di conformità W3C HTML 4.0 Transitional. Seguendo il link si richiede la validazione immediata al W3C. Logo di conformità W3C CSS. Seguendo il link si richiede la validazione immediata al W3C.