L’azienda Irem di Siracusa si era aggiudicata l’appalto da 220 milioni di euro, superando correttamente le altre cinque ditte britanniche (una addirittura continentale) che erano in gara. Gli inglesi però, che hanno inventato il liberalismo, non ci stanno

(2 Febbraio 2009) - Quando si tratta di processi migratori il mondo ci appare variegato e la relazione società-immigrati si può anche ribaltare!
Così, mentre il Ministro dell’Interno italiano Roberto Maroni lavora alacremente per rimuovere gli extracomunitari dal Nord Italia – fermandoli temporaneamente (s’intende!) a Lampedusa in attesa di un loro rimpatrio – in Gran Bretagna si scatena una singolare ed inedita protesta nei confronti dei lavoratori siciliani. Il caratteristico Self Control anglosassone viene messo a dura prova! Centinaia di operai inglesi, dalla Scozia al Galles, manifestano in questi giorni – gridando nei loro slogan: “Lavoro ai britannici in Gran Bretagna” – contro la decisione della Total (padrona della raffineria Lindsey Oil di Grimsby-Lincolnshire in Inghilterra) che ha affidato ingenti lavori di costruzione (relativi allo stabilimento) ad una azienda siciliana.
L’azienda Irem di Siracusa si è infatti aggiudicata l’appalto da 220 milioni di euro, superando correttamente le altre cinque ditte britanniche (una addirittura continentale) che erano in gara. Gli inglesi però non ci stanno!
Bobby Buirds, rappresentante sindacale scozzese chiarisce: “Questa è una battaglia per il diritto di lavorare nel nostro paese”. “Il problema non sono i lavoratori stranieri – prosegue B. Buirds – ma le aziende straniere che discriminano i lavoratori britannici”. Piove anche qualche considerazione di troppo. Qualcuno, infatti, dice che “gli italiani fanno errori e ignorano le norme di sicurezza”. Altri, invece, affermano che il trattamento economico riservato agli stranieri risulta inferiore rispetto alla norma. La Total smentisce subito le infamanti voci di corridoio e afferma che i lavoratori dell’Irem di Siracusa riceveranno un trattamento economico pari a quello degli inglesi così come concordato con i sindacati.
Anche le principali testate giornalistiche britanniche non risparmiano invettive contro i “nostri” extracomunitari italiani: «Quanto sta succedendo darà la sveglia a questo Governo e metterà fine all'invasione di stranieri a prezzi di saldo...»; «Non c'è lavoro per noi inglesi e ci tocca darlo a questi immigrati...»; «Non è vero che si tratta di un lavoro specialistico, lo potrebbero fare maestranze britanniche».
Qualcuno già parla di odio xenofobo contro i siciliani.
In verità il clima di sospetto che recentemente sembra contraddistinguere molte delle nostre istituzioni (nazionali ed estere) non può promettere nulla di buono. Ci si osserva l’un l’altro con l’intendo di cogliersi reciprocamente in flagrante! Guardare l’altro non per conoscerlo meglio o per stringere amicizia con lui ma per indagare sul suo conto e per difendersi eventualmente da un suo attacco. Non c’è spazio per gli “estranei”; che siano siciliani, nigeriani, tunisini poco importa… bisogna solo stare attenti a non farli sbarcare nella propria Terra! Mentre l’uomo si ammala di schizofreniche paure!!!
Michelangelo Nasca
02/02/2009