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UNA NOTA SU EBRAISMO E VATICANO. COME CONFEZIONARE GIUDIZI DI SUCCESSO SULLA STAMPA ITALIANA
Gli attacchi contro la Santa Sede e soprattutto contro Papa Ratzinger, ultimamente, diventano sempre più frequenti e violenti e va da sè che sotto gli effetti mediatici della giornata della memoria si potessero attribuire al pontefice giudizi scomodi e impopolari


(28 Gennaio 2008) - Figurati se non doveva esplodere l’ennesimo caso contro il Vaticano! Questa volta la Santa Sede, nella persona del suo Pontefice, si sarebbe nientemeno macchiata di un gravissimo peccato, il tipico peccato degli uomini di potere!

Ma procediamo con ordine.

A seguito di una richiesta ufficiale, presentata da mons. Bernard Fellay responsabile della Fraternità Sacerdotale San Pio X (comunità scismatica fondata da Marcel Lefebvre), Benedetto XVI ha in questi giorni rimosso la scomunica “latae sententiae” dei quattro vescovi consacrati arbitrariamente da mons. Lefebvre nel giugno del 1988. Le decisioni di Lefebvre, al tempo Arcivescovo di Dakar, di prendere le distanze dalle innovazioni ecclesiologiche, ecumeniche e liturgiche sancite dal Concilio Vaticano II avevano incrinato i rapporti con la Santa Sede e la conseguente scelta di consacrare i vescovi, disobbedendo al Papa, ne compromisero ulteriormente l’unità. Lo scisma risultò così inevitabile.

A brevissima distanza dall’annuncio ufficiale della revoca della scomunica da parte del Papa, uno dei quattro vescovi scismatici, Richard Williamson, in una intervista rilasciata alla televisione svedese, avrebbe negato l’esistenza delle camere a gas naziste affermando che le vittime dell’Olocausto furono 300 mila e non sei milioni. Una affermazione assolutamente grave e deprecabile. 

Il direttore della Sala Stampa Vaticana, Padre Federico Lombardi, in merito a tali dichiarazioni precisa che la posizione sostenuta da Williamson e la revoca della scomunica “sono due cose assolutamente indipendenti”. “Non è che se si toglie la scomunica ad un vescovo – prosegue P. Lombardi – si condivide tutto quello che egli dica”. Il decreto papale “non ha nessun rapporto con le personali posizioni criticabilissime di una persona”. La stessa Fraternità sacerdotale San Pio X, afferma Lombardi, ha “preso le distanze”.

A questo punto, però, l’attenzione “inspiegabilmente” si sposta sul Papa e iniziano a piovere sul Palazzo Apostolico dichiarazioni molto pesanti.

Dalla cronaca di questi giorni citiamo due esempi: Ci si chiede “Perché Benedetto XVI abbia agito così? (Vito Mancuso, dalla Repubblica) e si fa riferimento, im maniera pedissequa, all' interesse della Chiesa. Il Papa ha ritenuto il bene della struttura ecclesiastica superiore al rispetto della verità e della memoria dei morti. Tipico peccato degli uomini di potere, che per dare forza al proprio stato o partito o azienda sono disposti a calpestare la verità”. Dunque, a detta dello studioso di teologia, il Pontefice sarebbe un pubblico peccatore, un uomo legato al potere, il leader di un partito disposto a calpestare la verità!!!

Altro esempio ed altra considerazione, sempre sulla Repubblica e a firma del teologo tedesco Hans Küng. “Il Pontefice vive nel suo mondo - spiega il telologo - si è allontanato dagli uomini, e oltre a grandi processioni e pompose cerimonie, non vede più i problemi dei fedeli. Per esempio la morale sessuale, la cura pastorale delle anime, la contraccezione. La Chiesa è in crisi, io spero che egli lo riconosca. Sarei felice di passi di riconciliazione specie verso gli ambienti dei fedeli progressisti. Ma Benedetto non vede che sta alienando se stesso dalla gran parte della Chiesa cattolica e della cristianità. Non vede il mondo reale, vede solo il mondo vaticano”.

L’Osservatore Romano considera le dichiarazioni di questi giorni gravissime e incresciose: “Un nuovo caso mediatico pieno di toni emotivi  (in più sotto l'effetto mediatico della giornata della memoria, nda). Con tempismo frettoloso si è addossata a Benedetto XVI la colpa non solo di resa a posizioni anticonciliari, ma perfino, se non la connivenza, almeno l'imprudenza di sostenere tesi negazioniste sulla Shoah. […] Pertanto appare un esercizio retorico, se non proprio offensivo, pensare che Benedetto XVI possa svendere anche in parte il concilio a chicchessia. Come retorico è il ricorrente chiedersi di alcuni se il Papa sia davvero convinto del cammino ecumenico e del dialogo con gli ebrei”.

“A proposito, poi, della recentissima revoca della scomunica alla Fraternità di San Pio X, - afferma il Presidente della Cei Angelo Bagnasco – manifestiamo il disappunto per le infondate e immotivate dichiarazioni di uno dei quattro Vescovi interessati circa la Shoah; dichiarazioni peraltro rese alcuni mesi or sono e solo adesso riprese con intento strumentale; dichiarazioni già ripudiate dalla stessa Fraternità”.

I lefebvriani, infatti, hanno pubblicamente chiesto scusa per le imprudenti affermazioni di Williamson inviando al Papa una lettera firmata da monsignor Bernard Fellay, superiore della Fraternità di San Pio X; Le affermazioni di monsignor Williamson – si legge nella lettera – non riflettono in nessun caso la posizione della nostra Fraternità”

Gli attacchi contro la Santa Sede e soprattutto contro Papa Ratzinger, ultimamente, diventano sempre più frequenti e violenti. Vorremmo poter registrare una maggiore saggezza in chi esprime una qualsiasi e personale obiezione. Tutto può farci crescere, purché il dialogo sia costruttivo e soprattutto corretto.

Un vecchio aforisma orientale pacatamente recita: “Due uomini s’addentrarono nel grande mare della religione. Uno ne uscì vivificato e trasformato. L’altro vi annegò”.

 



Michelangelo Nasca
28/01/2009

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