Disinformazione e strumentalizzazione sono servite a montare l’ennesimo giudizio negativo nei confronti della Chiesa. In pochi si sono chiesti come mai altri 150 paesi non hanno aderito al progetto proposto dalla Francia

(4 Dicembre 2008) - L’intervista che l’agenzia cattolica francese I.Media ha rivolto a Mons. Celestino Migliore, Osservatore permanente della Santa sede presso le Nazioni Unite, ha scatenato e una vera e propria tempesta mediatica. A farne le spese è il Vaticano, accusato di manifesto regime autoritario e fondamentalista per aver sostenuto, ai vertici mondiali, la criminalizzazione dell’omosessualità.
Cerchiamo di capire meglio i termini della questione. Nel corso della sua intervista l’arcivescovo C. Migliore risponde a una domanda sull'intenzione della Francia di presentare all'Onu un progetto di dichiarazione sull'omosessualità (a nome dei 25 paesi della Unione Europea), citando il Catechismo della Chiesa cattolica e ribadendo che nei confronti degli omosessuali “si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione” (cfr CCC, 2358).
Nessun divieto, dunque, da parte del Vaticano alla proposta di «depenalizzazione per gli omosessuali». La questione – a parere di Mons. C. Migliore – è un'altra: «Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di Paesi, si chiede agli Stati e ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tenere conto che se adottate (questa la reale preoccupazione sollevata dal vescovo, ndr) creeranno nuove e implacabili discriminazioni». Le parole attribuite al rappresentante ONU vaticano (maltradotte dal francese e distaccate dal contesto che le ha realmente originate!) sono servite come pretesto per far apparire la Santa Sede favorevole alla pena di morte nei confronti degli omosessuali. Il direttore della sala stampa vaticana, P. Federico Lombardi chiarisce: «Ovviamente nessuno vuole difendere la pena di morte per gli omosessuali, come qualcuno vorrebbe far credere. I noti principi del rispetto dei diritti fondamentali della persona e del rifiuto di ogni ingiusta discriminazione, che sono sanciti a chiare lettere nello stesso Catechismo della Chiesa cattolica, escludono evidentemente non solo la pena di morte, ma tutte le legislazioni penali violente o discriminatorie nei confronti degli omosessuali».
Disinformazione e strumentalizzazione sono servite a montare l’ennesimo giudizio negativo nei confronti della Chiesa. In pochi si sono chiesti come mai altri 150 paesi non hanno aderito al progetto proposto dalla Francia. Sono tutti amici del Papa? E perché mai una proposta così tanto complessa (basta osservare la confusione fatta da alcuni comunicati stampa nel lancio delle loro agenzie) chiede di essere approvata senza essere stata prima valutata e discussa dai rappresentanti ONU? Perché far passare l’equiparazione tra coppie eterosessuali e omosessuali in ordine al matrimonio in nome dei diritti umani?
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