“Mamma Africa” (così veniva chiamata affettuosamente Miriam Makeba) ha speso tutta la sua vita per la lotta contro l’apartheid. “Pata Pata, The click songe Malaika” è stato il suo più grande successo discografico che l’ha resa nota al mondo della musica jazz neroafricana

(12 Novembre 2008) - Miriam Zenzi Makeba, questo era il nome di battesimo della cantante sudafricana morta improvvisamente in questi giorni, al termine di un concerto anticamorra a sostegno dello scrittore Roberto Saviano (minacciato di morte dagli ambienti malavitosi in seguito alla pubblicazione del libro “Gomorra”, ndr) organizzato in provincia di Caserta.
“Mamma Africa” (così veniva chiamata affettuosamente Miriam Makeba) ha speso tutta la sua vita per la lotta contro l’apartheid. “Pata Pata, The click songe Malaika” è stato il suo più grande successo discografico che l’ha resa nota al mondo della musica jazz neroafricana. Iniziò a girare il mondo impiegando tutte le sue energie a favore dei diritti civili dell’uomo e in modo particolare per quel continente africano tanto amato ma schiacciato dal sopruso e dalle ingiustizie. Nel 1996 il governo segregazionista del Sud Africa le ritira il passaporto revocandole anche la cittadinanza; un duro intervento punitivo piombatole addosso per aver denunciato, con coraggio, la politica razzista all’Onu. Questo episodio la costringerà a rimanere in esilio per ben trentun anni.
Nonostante le precarie condizioni di salute Miriam Makeba non aveva voluto rifiutare l’invito a partecipare al concerto anticamorra di Castel Volturno. La passione per la verità e la testimonianza di un impegno costante per la salvaguardia dei diritti dell’uomo hanno prevalso su tutto! Miriam Makeba ha regalato, così, agli spettatori partenopei mezz’ora di grande musica jazz; poi terminata l’esibizione, dietro il palco, il malore (una crisi cardiaca) e subito la corsa verso l’ospedale. La situazione sembrava sotto controllo, la cantante si era lievemente ripresa ma una seconda crisi cardiaca è risultata fatale.
“La voce di Miriam Makeba – ricorda Roberto Saviano – era quella che i sudafricani dell’apartheid avevano al posto della libertà”.
Tra i primi ad esprimere il cordoglio per l’improvvisa scomparsa della Makeba il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “L’Italia deve riconoscenza per il gesto che Miriam Makeba ha voluto compiere mettendo perfino a rischio la vita per esprimere solidarietà alle vittime africane della criminalità organizzata a Castel Volturno e dare il suo contributo alla causa della legalità e della civiltà nella nostra terra”. Anche l’ex presidente e Premio Nobel per la pace Nelson Mandela ha riconosciuto in Miriam Makeba il coraggio della speranza: “L’improvvisa scomparsa della nostra amata Miriam Makeba ha rattristato noi e la nostra nazione… le sue melodie hanno dato voce al dolore dell’esilio che lei ha provato per 31 anni. Allo stesso tempo la sua musica ha ispirato un potente senso di speranza in tutti noi”.
Chi ha dato tutto della propria vita per servire la giustizia e la verità è un vincitore!
Noi sfidiamo la vostra capacità di farci soffrire con la nostra capacità di sopportare le sofferenze. Metteteci in prigione, e noi vi ameremo ancora. Lanciate bombe sulle nostre case e minacciate i nostri figli, e noi vi ameremo ancora. Mandate i vostri incappucciati sicari nelle nostre case nell' ora di mezzanotte, batteteci e lasciateci mezzi morti, e noi vi ameremo ancora. Fateci quello che volete e noi continueremo ad amarvi. Ma siate sicuri che vi vinceremo con la nostra capacità di soffrire. Un giorno noi conquisteremo la libertà, ma non solo per noi stessi: faremo talmente appello alla vostra coscienza e al vostro cuore che alla fine conquisteremo anche voi, e la nostra vittoria sarà piena” (Martin Luther King).
Michelangelo Nasca
12/11/2008