Il padre ha preso la decisione di inserire il proprio figlio in un progetto di volontariato promosso dalla Caritas diocesana

(6 Novembre 2008) - L’ennesimo atto di bullismo, perpetrato da un minore nei confronti di alcuni suoi coetanei, potrebbe lanciare a Palermo la prassi di una nuova ed interessante modalità di intervento correttivo. Un giovane di sedici anni (appartenente ad una famiglia agiata) è stato arrestato il mese scorso con l’accusa di aver minacciato e ricattato a scopo di estorsione (in seguito al furto di due telefonini) due sue coetanee. Scarcerato e riaffidato ai propri genitori, il giovane – in attesa del processo, fissato per il mese prossimo – ha ripreso a frequentare la scuola con l’obbligo di rientrare poi nella propria casa. Il papà del giovane, amareggiato per quanto accaduto, dopo aver inviato una lettera di scuse alle famiglie delle due ragazze insieme ad un simbolico risarcimento, ha preso la decisione di inserire il proprio figlio in un progetto di volontariato promosso dalla Caritas diocesana. “Questa vicenda è capitata a mio figlio ma poteva succedere a tanti altri ragazzi che non hanno compreso cos’è la vita – afferma il padre del ragazzo ai microfoni del Giornale di Sicilia –. Io come genitore mi sento responsabile, forse abbiamo sbagliato anche noi, non siamo riusciti a trasmettergli i giusti valori. Per questo, un’esperienza di volontariato potrebbe insegnargli qualcosa”.
Se la richiesta venisse accettata, il giovane potrebbe iniziare a prestare un servizio di volontariato presso il Centro Santa Chiara di Palermo che da anni si occupa di famiglie extracomunitarie disagiate.
Provenienti da tutte le parti del mondo, molte di queste famiglie vivono in estreme condizioni di miseria. Di fronte a tanta povertà ed emarginazione vissuta da tali famiglie (unita all’amarezza di aver dovuto abbandonare la propria patria perché lacerata dalla guerra o da un’economia insufficiente per poter vivere dignitosamente) il Centro di Santa Chiara risponde con generosa carità, offrendo (quando è possibile) condizioni di vita migliore ma soprattutto amicizia e calore umano! “Questo potrebbe servire molto a nostro figlio – prosegue il padre del ragazzo – che è cresciuto nel benessere e non ha mai avuto il problema di guadagnarsi il pane. Fino ad oggi ha sempre frequentato suoi coetanei che vivono come lui, adesso invece potrebbe conoscere realtà ben diverse: fame, miseria, ma anche grande dignità”.
La scelta di questo genitore – maturata con obiettiva lealtà e responsabilità – impone a tutti una attenta e seria riflessione.
Non è facile oggi fare i genitori… “C’è un solo avventuriero al mondo, e ciò si vede soprattutto nel mondo moderno: è il padre di famiglia. Gli altri, i peggiori avventurieri non sono nulla, non lo sono per niente al suo confronto. Non corrono assolutamente alcun pericolo, al suo confronto” (Charles Péguy).
Michelangelo Nasca
06/11/2008