Una ragazza incinta, pochi giorni fa, si era rivolta al presidente della Repubblica per comunicargli la sua scelta di non portare a termine la gravidanza. Poi la marcia indietro. Ecco la sua storia
(23 maggio 2008) - Qualche giorno fa, Sandra (il nome è di fantasia), da pochissimo tempo incinta, decise di scrivere al presidente della Repubblica per annunciargli la decisione di abortire, perché né lei né il marito potevano economicamente provvedere ai bisogni essenziali del nascituro. “Devo scegliere – scriveva con la giovane – se essere egoista e portare a termine la mia gravidanza, sapendo di non poter garantire al mio piccolo neppure la mera sopravvivenza, o se dire addio a questo figlio che se ne andrà via per sempre”. Una missiva dai toni inevitabilmente drammatici che pone interrogativi seri sulla qualità di vita dell’italiano medio.
Poi, dopo qualche giorno, l’improvvisa inversione di rotta. E’ Sandra stessa a raccontare gli esiti della nuova scelta: “Per ragioni morali, io e mio marito, dopo averne tanto discusso, abbiamo deciso di accogliere questo bambino in arrivo. Riflettendoci meglio, non avrei potuto sopportare di sopprimere una vita”. La scelta di Sandra è stata incoraggiata anche dalla vicinanza di moltissime persone. La solidarietà della gente comune, infatti, non ha tardato a farsi sentire con proposte concrete di aiuto. Nel frattempo è giunta pure la risposta del presidente Giorgio Napolitano: “Vorrei esprimerle i sentimenti di condivisione della felicità che ora prova per le tante manifestazioni di affetto e di solidarietà che l'hanno sostenuta in una scelta che ritengo essere responsabile e lungimirante – ha scritto il capo dello Stato – Non viene meno, per questo, la necessità di riflettere su una vicenda umana che, al di là degli aspetti più intimi e personali, accomuna molte coppie che vivono condizioni di disagio sociale, di precarietà e di insicurezza”.
Napolitano, nella lettera indirizzata alla giovane mamma, richiama le competenti autorità parlamentari ad un maggiore ed efficace impegno istituzionale circa la politica familiare. Maggioranza e opposizione condividono l’urgenza, come ricordata il presidente, di restituire ad ogni cittadino italiano l’opportunità di un “dignitoso” sostegno economico, perché non accada di dover rinunciare al desiderio di maternità e paternità insito nell’uomo. Anche Sandra ha espresso sorpresa e gioia per tanta vicinanza: “Non avrei mai sperato di suscitare tanto calore, di essere circondata da così tanta solidarietà”, ha commentato soddisfatta.
Michelangelo Nasca
23/05/2008