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RAPPORTO OSSERVASALUTE. AUMENTA L'ASPETTATIVA DI VITA MA ANCHE LE MALATTIE CRONICHE
Tra le evidenze del rapporto l’aumento dei casi di cancro al polmone a carico delle donne


(31.03.2015) - Lo stato di salute degli italiani nell’ultimo decennio è sensibilmente migliorato grazie alla prevenzione. E’ quanto emerge nel Report della XII edizione di Osservasalute, presentato ieri a Roma all’Universita Cattolica. Il dato più interessante è costituito dalla speranza di vita che passa dal 2002 al 2012 per gli uomini da 77,2 a 79,6 anni e per le donne da 83,0 a 84,4 anni; diminuisce anche il tasso di mortalità infantile, pur con una lieve differenza tra il Nord e il Sud (nel 2011 il tasso di mortalità infantile è di 3,1 morti per 1.000 nati vivi contro il dato di 3,4 nel 2006; da notare però che un nato residente nel Meridione ha una probabilità di morire nel primo anno di vita 1,4 volte superiore rispetto a un nato residente al Nord). L’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane ha sede presso l'Università Cattolica di Roma ed è coordinato dal Professor Walter Ricciardi, direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica del Policlinico Gemelli di Roma e dal dottor Alessandro Solipaca, Segretario Scientifico dell’Osservatorio. Il Report è il risultato di una indagine decennale condotta da un’equipe di 195 esperti di sanità pubblica (clinici, demografi, epidemiologi, matematici, statistici ed economisti provenienti da diversi dipartimenti del territorio nazionale). Tra le evidenze del Rapporto risulta “urgente incentivare l’offerta di servizi di prevenzione e di politiche socio-sanitarie ad hoc che riducano la probabilità dei cittadini di ammalarsi e fronteggino i bisogni sanitari di una popolazione sempre più anziana”. In particolare suscita preoccupazione, in vista anche dell’aumento della spesa sanitaria, l’insorgenza sempre maggiore delle malattie croniche nello stesso paziente. Allarmante è il quadro dei nuovi casi di tumori prevenibili. Sono le donne il genere che è interessato dall’aumento del 17,7% nell’ultimo decennio per i tumori ai polmoni, così come per il tumore alla mammella che registra un incremento del 10,5%. Anche negli uomini si incrementa del 6,5% l’incidenza del tumore al colon retto. A rappresentare la geografia più colpita da questo peggioramento sono le regioni del Mezzogiorno, dove storicamente le attività di prevenzione sono più deboli; da qui l’esigenza di un maggiore investimento in considerazione anche del fatto che tale attività ha permesso in molte regioni di ottenere nell’arco di un quinquennio risultati efficace e sensibili diminuzioni soprattutto nell’asse cardiovascolare e delle malattie correlate ai cattivi stili alimentari.

Redazione Medeu.it
31/12/2014

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