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MAGIA DELLA DISLESSIA
Gli educatori, in genere, non amano gli scolari con il cervello ingolfato


(15 Novembre 2011)  - Immaginate che ogni volta che vi trovate di fronte ad una parola che contiene la S o la T il vostro cervello si blocchi all'improvviso, i vostri occhi traballino, dalla vostra bocca fuoriesca un magma inconcludente che lasci sorpresi i vostri interlocutori. Allora voi raddoppiate, poi triplicate, poi quadruplicate i vostri sforzi per andare avanti, dalla vostra testa partono lampi di mortificazione anche se cercate di mantenere una finta calma.

Avrà otto o forse nove anni Isham, il bambino protagonista del film indiano “Stelle sulla terra” quando una figura piuttosto singolare di maestro (di sostegno supplente che prestava servizio volontario in una scuola speciale) pronunziò la tragica parola ‘Dislessia’ davanti i genitori sgomenti che da qualche tempo si chiedevano che diavolo stesse succedendo a quel figlio con un omuncolo nascosto nella testa. I bambini compensano l'incapacità di leggere e scrivere con l'abilità di visualizzare la limitazione come una sorta di gnomino che colpisce quando si abbassa la guardia, dimostrando un disprezzo sbalorditivo per tutto ciò che il senso comune considera logico.

Isham e l'intruso avevano ingaggiato una guerra senza fine: sapeva che il difetto era uno svantaggio micidiale nel mondo crudamente aggressivo dei bambini, inoltre viveva nel costante timore di essere scoperto, di essere stigmatizzato con nome e cognome e di doversi vergognare. I genitori erano molto preoccupati per il suo futuro e su cosa poteva diventare. Un monaco buddista, un nouvelle bidonato, un apicoltore?

Trovare un modo per uscire dalla situazione sarebbe stata un'ottima idea, ma quando il contesto incombe purtroppo le buone idee scarseggiano, e poi, nelle vicinanze nessuno era disposto a dare una mano. Primeggiano invece le idee d'emergenza, di profondità, da corrida all'ultimo sangue. Così Isham venne trascinato molto lontano, chiuso in collegio dove la determinazione a lasciarsi vincere divenne più forte della volontà di lottare.

Gli educatori, in genere, non amano gli scolari con il cervello ingolfato, non tutti sono disposti a farli sentire bene; in generale si avviluppano più sulla base di  abitudini mentali piuttosto che su strategie da attuare. Cercano di annullare la dislessia con fantasticherie più o meno praticabili. La cinematografia ha una sua letteratura in questo campo e “Stelle sulla terra” ne è la più alta rappresentazione. La figura del maestro d'arte di sostegno è il coraggioso esempio di come molto probabilmente se Isham fosse riuscito a leggere e scrivere una frase senza scambiare le parole e con il medesimo sforzo dei compagni, non avrebbe sentito la necessità di rappresentarle e neppure di dipingerle con maestria.

Un difetto può  insegnare qualcosa se ne diventiamo buoni amici.

 

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Odette Miceli
15/11/2011

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