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ISTRUZIONI PER L'USO. COME SI APPALTA LA SCUOLA E L'INTEGRAZIONE
Presentato un progetto di legge al Senato per privatizzare i servizi scolastici ai disabili


(22 Maggio 2011) - Ha il sapore di una furbata il disegno di legge 2594 per ricorrere anche ai privati per il sostegno agli alunni disabili, presentato dai due senatori Pdl, Francesco Bevilacqua e Antonio Gentile. Dopo i tagli al personale specializzato per l'insegnamento e l'integrazione dei disabili, l'istituzione di classi sino a 33 alunni (anche in presenza di soggetti disabili), le bugie sui risparmi che si realizzeranno nei budget 2012-2014 (solo per l'anno scolastico 2011-2012 si prevede il taglio di ben 4miliardi di euro), l'ennesimo attacco alla scuola pubblica, che matura nel segmento più delicato, laddove occorrerebbe invece investire in professionalità e potenziamento del servizio pubblico. Elemento che era stato posto in valore dalla sentenza della Corte Costituzionale che imponeva il rispetto della Legge 104/92, vincolando la definizione degli organici dei docenti di sostegno e le competenze in tema di assistenza e supporto assegnate agli Enti locali e alle USL,

Secondo i sottoscrittori della legge 2594, facendo leva sull'autonomia scolastica occorre sviluppare una ''nuova logica''; le istituzioni scolastiche in piena autonomia di esercizio finanziario 'per superare le carenze e le disfunzioni 'del sistema di assistenza ai disabili (provocate dai tagli operati dal governo nel 2010)  potranno ''coordinare l'insieme dei diversi servizi facendo ricorso ai privati e per la ''definizione di progetti''. La discussione in Commissione al Senato si svolgerà a breve, duole però constatare che il tema non riceve attenzione adeguata da parte dei sindacati (ad eccezione della CGIL-FLC e Gilda) e dei media, come se i servizi ai disabili fossero un affare dei professori di sinistra, dei docenti precari e delle famiglie svantaggiate.

Usciamo per un attimo dalla scuola e vediamo in sintesi l'identikit di questo privato sociale pronto a cooperare -e per dirla con le parole dei senatori della repubblica - a definire nel sistema educativo e di istruzione una 'logica innovativa'.

In questi ultime tre anni il terzo settore è stato esautorato della sua funzione lavorativa complementare negli assi dei servizi statali alla persona. Lo specchio delle politiche nazionali sul welfare oggi si è rotto, sia per i destinatari dei servizi, sia per le pubbliche amministrazioni. In tre anni abbiamo registrato il fallimento dell'impianto della legge 328 del 2000 perché sono venuti meno gli strumenti di sussidarietà, primo tra tutti il taglio del Fondo Sociale Nazionale, poi l’azzeramento dei fondi famiglia per sostenere i servizi di base.

Sono centinaia le cooperative che in tutte le regioni nel corso del 2010 hanno chiuso battenti, con migliaia di operatori disoccupati e una professionalità mortificata. Una parte del settore è sopravvissuta occupandosi del welfare più difficile (quello prevalentemente dedicato ai servizi di assistenza domiciliare ai disabili e agli anziani), pur nella frammentazione degli incarichi e con una solvibilità a singhiozzo, rimanendo in attesa di superare la crisi dei bilanci locali.

Sulla scuola pubblica non occorre ricordare la vocazione del governo, nel tentativo ben riuscito di smantellare i servizi colpendo i docenti precari e, conseguentemente, il cuore dell'istituzione. Passioni e progetti di vita uccisi con una finta riforma e una sola finanziaria.

Non vorremmo allora che il disegno per privatizzare i servizi scolastici ai disabili servisse a fine elettoralistici, o ad alimentare una guerra tra poveri, tra soggetti lavoratori diversi accomunati dal progetto del governo di non ricevere alcun rinoscimento della funzione professionale, né garanzie sulla continuità retributiva e sulla stabilizzazione.

Sin qui i servizi agli alunni disabili sono stati garantiti da un personale docente specializzato e da assistenti qualificati, forniti attraverso le graduatorie istituite dalle province regionali. Insomma, una proficua esperienza di integrazione dei disabili, un rapporto fiduciario costruito negli anni con le famiglie, criteri di trasparenza nell'assegnazione dei compiti lavorativi. Una rete virtuosa che ora si pensa bene di smantellare, una filosofia e una logica che non è affatto nuova, né a vantaggio della disabilità e delle famiglie.



Redazione Medeu.it
22/05/2011

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