Perpignani: “Puntare sui giovani per far evolvere la visione del reale”
(23 Luglio 2010) – Molti utilizzano il cortometraggio come palestra, ma io lo considero più un’opportunità per portare a compimento le proprie idee, uno strumento attraverso cui misurare il proprio coraggio, la curiosità, la voglia di andare alla ricerca del nuovo. Nel giorno di inaugurazione della nona edizione di Magma –mostra di cinema breve (22 - 25 luglio, Acireale), il montatore Roberto Perpignani, presidente di giuria del festival, interviene sul ruolo del cortometraggio e sulle prospettive del cinema italiano. L'occasione è l'omaggio che il festival internazionale di cortometraggi ha deciso di tributare al celebre montatore, con una speciale carrellata sui suoi film più significativi (ricordiamo, tra gli altri, la maggior parte delle pellicole dei fratelli Taviani, Prima della rivoluzione di Bernardo Bertolucci, Il postino con Massimo Troisi e Maria Grazia Cucinotta, vincitore quest'ultimo del David di Donatello per il miglior montaggio).
''Alle soglie del cinquantennale della mia carriera - ha raccontato Perpignani - sono ancora pieno di voglia di fare quello che non ho ancora potuto fare. Nonostante abbia lavorato molto più sul lungometraggioil corto mi interessa da sempre e lo trovo una forma narrativa densa e interessante: entrambi danno la possibilità di costituire un tassello della cultura del proprio paese. Credo che oggi il miglior modo di investire sui giovani – ha continuato Perpignani – sia quello di dare loro la possibilità di realizzare non solo forme cinematografiche di consumo, ma soprattutto lavori che puntano sulla qualità e la sperimentazione: se i giovani continuano a essere indirizzati verso la produzione di massa, la loro visione del reale è condannata a non evolversi. Bisogna lavorare su ciò che ci appare unico nel suo genere, rivelatore di una visione del mondo altra – è stato l'auspicio del montatore – e far sì che i giovani possano ispirarsi ai grandi modelli del passato”.
''Magma è il secondo festival internazionale a cui partecipo con il mio corto - ha dichiarato Attila Veres, regista ungherese in concorso con One bullet - e sono entusiasta di essere qui. In passato ho fatto l'attore e il montatore, ma quello che voglio è diventare un bravo regista: sono orgoglioso di questo mio esordio, un film no budget che esplora l'universo della criminalità organizzata senza mai perdere di vista il realismo, l'aderenza alla realtà.Mi interessava l'idea di raccontare una storia - ha continuato Veres - e ricostruire un universo di volti e situazioni tipicamente ungheresi, dell'est Europa: credo sia fondamentale raccontare soltanto ciò che si conosce approfonditamente.''
Il festival proseguirà fino domenica 25 luglio, giorno dell'assegnazione del PremioLorenzo Vecchio al miglior cortometraggio. La giuria, composta anche da Andrea De Micheli (produttore) e Marina Sanna (caporedattrice della storica Rivista del cinematografo) assegnerà inoltre quattro menzioni speciali, relative alle sezioni del concorso: narrativo, documentario, sperimentale e animazione. I 31 cortometraggi in concorso sono stati selezionati fra i 513 iscritti quest'anno, provenienti da 48 paesi del mondo.