Rosarno negli ultimi trenta anni ha accolto migliaia di immigrati che si accontentavano di uno spazio amorfo pagato a prezzo altissimo

Lo sfarfallio di colori renderà la Primavera la stagione d'eccellenza per l'accoglienza di ottantamila impiegati stagionali indispensabili per l'agricoltura che, insieme al turismo e l'edilizia rappresenta il settore con maggiori opportunità occupazionali? O la barricata avrà maggiore influenza? Ai posteri la sentenza. Lo sguardo ci consegna un paesaggio di certe montagne calabre aride, di una Rosarno- che negli ultimi trenta anni – ha accolto migliaia di immigrati che si accontentavano di uno spazio amorfo pagato a prezzo altissimo in termini di qualità di sussistenza e di negazione dell'identità - che in tre giorni li ha cacciati a fucilate . Spremuti in sintonia con gli agrumi raccolti, un grande esempio di coerenza. Davvero inimitabile, anche se invidiabile, al di là di tutti i moralismi pelosi e superflui chi non sfrutta la possibilità di avere dei negri dipendenti dalla sua volontà viene chiamato col suo proprio nome. Il che, non è, propriamente bello, per di più calza a pennello a chi, invece, se ne fa un punto d'onore.
Rieccoli, allora, i flussi, per rinsanguare l'economia sonnolenta, seppure vitale di un paese che va a rilento in termini neonatali, ricominciamo con le manfrine esistenziali, le contraddizioni razziali (sono necessari, indispensabili, vitali per alcuni settori occupazionali, non ci importa se stanno male: vengono a lavorare). Sono una manodopera semplice ed elementare, non hanno nome, sono numeri concentrati nei campi d'ortaggi, che non soffrono il freddo, la fame, la sete. E' il classico “Tipping agrario” che un sociologo americano teorizzò qualche anno addietro -(concetto che venne ripreso sulla scia dei fatti di via Padova a Milano, dove , invece di una sparata, stavolta ci fu una coltellata e il morto ci scappò davvero, senza alcuna sceneggiata)- un fenomeno complesso che spiega come e perché le popolazioni residenti e viventi in determinati luoghi abbandonino questi, per tutta una serie di eventi, e si spostino altrove con altre situazioni nuove. Gli insediamenti , allora, vengono- dopo essersi degradati- occupati dalle genti provenienti dalle più desolate o disperate parti del mondo, reintegrati con energia spossate. Il prossimo benevolo decreto sui flussi migratori dei lavoratori stagionali oltre a contenere le previsioni sulle ricadute che avrà sull'economia italiana (campagne abbandonate, edilizia pericolante senza protezione, né assicurazione) lancia, forse, campagne sensibilizzanti per l'occasionale nero?
Riteniamo che ci sia un anello mancante della filiera straniera che attraverserà a bande la compagine agrumiera scontandone una vita intera.
Plaudiamo al decreto – ancora non è operativo, lo sarà a giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana- perché è sempre meglio del niente, ma non possiamo non pensare al mercato degli schiavi reso virtuale dalla richiesta telematica di una lavoratrice di buona salute, denti buoni, color cappuccino che possa rendere il nostro campetto contadino migliore di una pariglia di buoi.
Odette Miceli
24/03/2010