I provvedimenti che presto saranno approvati metteranno in ginocchio l’Università e abliscono la figura del Ricercatore

(16 Luglio 2010) - Ancora viva la protesta organizzata dall'ateneo palermitano contro i tagli posti dalla manovra finanziaria e dal DDL Gelmini, attualmente in discussione in Parlamento. Si possono usare tante metafore per rappresentare il disagio dei ricercatori e la precarietà di un sistema che nel nostro paese non ha mai goduto di particolare valorizzazione. Qualche giorno fa la ricerca ha fatto notizia, quando Luigi Frati, rettore della Sapienza di Roma, aveva criticato la produttività dei ricercatori e auspicato la cacciata dei fannulloni dall'università. ''Il 30% dei ricercatori della facoltà di Giurisprudenza non ha prodotto nulla nell'ambito della ricerca scientifica e in generale alla Sapienza il 10% dei ricercatori non ha prodotto nulla in 10 anni. Queste persone vanno cacciate dall'Università'', tuonava il rettore, come se il problema principale della ricerca e dell'istruzione universitaria fosse il fannullismo, concetto di cui ormai abusano tutti, tra rettori, politici e ministri.
Il tema delle risorse destinate alla ricerca scientifica (con i dovuti controlli su chi non produce, ma in ogni ambito!), meriterebbe maggiore attenzione sulla stampa perchè il nostro paese, quando si tratta di quantificare gli investimenti nel settore, rimane il fanalino di coda dell'UE. Il silenzio è pesante e rischiamo di rinunciare ad una visione a medio e lungo termine sul futuro progettuale del nostro paese, se non investiamo più nella ricerca scientifica e nella formazione.
Dicevamo delle metafore: Lunedì 19 luglio, saranno più di 80 i ricercatori e i professori di I e II fascia, per lo più appartenenti alla Facoltà di Agraria di Palermo, che in segno di protesta contro la manovra finanziaria e il DDL Gelmini, svolgeranno gli esami del terzo appello della sessione estiva ''in mezzo alla strada''. Gli esami si svolgeranno appunto per strada (lungo Viale delle Scienze, davanti la Facoltà di Agraria), all'ombra dei Capoc (Ceiba pentandra, gli alberi presenti lungo il viale), che fanno ombra gratis e per fortuna ancora nessuno ha deciso di ''tagliare''. Tavolinetti, sedie ed ombrelloni saranno opportunamente predisposti dai docenti.
Leggiamo sul volantino che sarà distribuito nell'occasione che ''i provvedimenti che presto saranno approvati metteranno in ginocchio l’Università, in quanto aboliscono la figura del Ricercatore, ne compromettono la progressione di carriera, ne favoriscono il precariato, ma, soprattutto, tagliano drasticamente i fondi per la Didattica e la Ricerca.''
In breve, avremo più tasse a fronte di una didattica ridotta ai minimi termini e si registrerà una difficoltà di accesso dei giovani all'università che, a causa dell'aumento del carico di spesa per le famiglie, diventerà più selettiva e meno pubblica.
Speriamo che l'iniziativa sensibilizzi tutti -anche i non addetti ai lavori- e che i decisori che contano possano determinare scelte capaci di produrre un'inversione di rotta sui tagli e per maggiori investimenti.
Marco Giacalone
16/07/2010