Francesca Messa, biologa dell'Università di Torino, aveva fornito foto di altre ricerche o ritoccate per abbellire i risultati

(2 Giugno 2010) - Tre documenti sulla sensibilità ai farmaci in pazienti affetti da leucemia sono stati ritrattati da due riviste dopo una soffiata anonima ad una delle due riviste che rivelava che una biologa aveva fornito immagini di immunofluorescenza diverse da quelle della ricerca.
Francesca Messa, biologa presso l'Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche (Prof. Giuseppe Saglio), ha ammesso di avere intenzionalmente fornito immagini confocali errate in una ritrattazione pubblicata ad aprile sulla rivista Leukemia. In particolare, Messa pare avesse sostituito le immagini dello studio (5a e b) con immagini di altri esperimenti non collegati allo studio.
Il professor Saglio esclude categoricamente che gli altri autori di questo studio siano stati coinvolti e afferma che il resto dei dati della ricerca sono corretti, sostenendo pienamente le conclusioni scientifiche dello studio.
Lo Studio ''Increase sensitivity to chemotherapeutical agents and cytoplasmatic interaction between the NPM leukemic mutant and NF-κB in AML carrying NPM1 mutations'' è stato pubblicato online ad aprile e poi ritrattato. (Fonte: Leukemia)
Lo studio, sulla resistenza alla chemioterapia di alcuni pazienti affetti da leucemia, aveva avuto più fasi di pubblicazioni, sin dal giugno 2008. Anche sulla rivista Blood un documento del 2009, firmato da autori internazionale che comprendevano anche Messa, era stato ritirato.
Anche in questo caso immagini di immunofluorescenza per gli antigeni diversi e leucemie diverse. Lo studio è stato ritirato dopo che una lettera anonima di 12 pagine recapitata alla rivista, spiegava erano state utilizzate le stesse immagini ritagliate ed ingrandite in maniera diversa, rendendo il lavoro dei revisori più complicato.
Anche in questo caso, si legge su Blood che Messa ha ammesso di avere intenzionalmente fornito false immagini (Figure 4B panels c, e, and g). [Fonte: blood]
In un'intervista su The Scientis il Prof.. Saglio afferma che la manipolazione delle immagini rendeva molto difficile l'identificazione del falso. Inoltre la sorella di Francesca Messa, Emanuela, ha cercato di coprire e proteggere la sorella rimescolando le immagini originali in cartelle differenti rendendo ancora più difficile scoprire la frode che mirava all'abbellimento dei risultati degli esperimenti che, secondo Saglio, hanno comunque conclusioni corrette [sebbene siano stati ritrattati 3 studi, ndr].
Le due sorelle hanno lasciato il laboratorio di Torino. Dispiace per i co-autori, ma come scrive Cynthia Dunbar, redattore capo della rivista Blood, quando la ricerca si fa in gruppo, questi sono rischi da prendere.
Marco Giacalone
02/06/2010