Vogliamo tornare a fare i medici, quelli veri, che visitano, ascoltano e consigliano il paziente

(28 Maggio 2010) - Si sta svolgendo in questi giorni a Palermo (27-29 maggio), presso l’Hotel Torre Normanna di Altavilla Milicia, il 29° Congresso annuale del Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani (SNAMI) dal tema “Risparmio indiscriminato, Burocrazia asfissiante, Salute on line. Quali prospettive?”. Il Congresso Snami rappresenta un’occasione di dibattito su temi di particolare interesse scientifico con specifica attenzione ai danni provocati dall’abuso di alcol e alla gestione del risk management. Sono, infatti, davvero tanti i casi di alcolismo presenti nella nostra Nazione, ‘oltre un milione – riferisce il Prof. Almasio – gli alcolisti in Italia e ben 3 quelli a rischio di patologie correlate all’abuso alcolico, con un interessamento maggiore del sesso maschile, oltre l’80%’. ‘In Italia – prosegue Almasio – in media il primo bicchiere si consuma a 12 anni. Un triste primato rispetto al resto d’Europa. E che dire poi dell’alcol legato all’anoressia e alla bulimia e delle ultime mode come la drunkanoressia? E del nuovo problema emergente della diffusione dell’alcolismo nell’anziano?’.
Il Congresso mette a tema anche altri argomenti che sono motivo di preoccupazione per moltissimi medici. ‘Per compilare ricette, certificati e altre incombenze burocratiche – afferma il presidente nazionale Snami Angelo Testa – perdiamo il 45% del tempo del nostro lavoro, che invece potrebbe essere dedicato ai pazienti’. Le ricette, spiega il Prof. Testa, sono sempre più complicate, ‘l'inserimento di codici fiscali, il fatto che ad esempio i malati cronici devono tornare da noi ogni due mesi per farsi prescrivere un farmaco, quando invece basterebbe una ricetta con durata annuale’.
Oggi, continua il Presidente, ‘il medico di famiglia passa la metà della giornata ad eseguire procedure amministrative su carta e online e solo la restante metà ad assistere i propri pazienti. Basta. Non è più possibile continuare così. Vogliamo tornare a fare i medici, quelli veri, che visitano, ascoltano e consigliano il paziente’.
E a proposito delle procedure di certificazione online Angelo Testa dichiara che non sarà certamente il computer a migliorare la relazione tra il medico di famiglia e il paziente. ‘Il pc è utile e necessario ma l'avere il monitor sulla scrivania mentre si parla con il paziente, distrae l'attenzione da lui. Bisogna modificare qualcosa, altrimenti ne va del nostro rapporto con lui’. Il presidente dell'Ordine dei medici di Palermo, Toti Amato, aggiunge: ‘Bisognerebbe tenere fuori il computer in una sala diversa da quella della visita, utilizzandolo alla fine. La gente quando viene da noi vuole essere toccata mentre viene visitata, non guardata di sfuggita mentre si stacca lo sguardo dal monitor’.
Le procedure online, riprende Angelo Testa, ‘non sono di nostra competenza ma che dovrebbero essere inserite nei certificati dagli impiegati dell'Inps. Certo, se il Governo vuole chiamare risparmio il non dover utilizzare e assumere dipendenti per compiti che gli spetterebbero, delegandoli al medico, allora non siamo d'accordo. Tutte queste cose non ci servono, appiattiscono la voglia di lavorare e logorano ulteriormente il rapporto con il paziente’.
Fra i temi affrontati non poteva mancare quello relativo alla recente manovra finanziaria del Governo. E’ ancora il Presidente dello Snami Angelo Testa – durante l’inaugurazione del 29° Congresso Nazionale a Palermo – a manifestare alcune preoccupazioni: ‘Si prospetta una manovra finanziaria dai tagli cospicui. E quando si parla di tagli, la sanità ne è sempre coinvolta. E di questo siamo molto preoccupati sia come medici, sia come cittadini’. ‘Quando si parla di sforbiciate – prosegue Testa – si va a toccare non solo la quantità dei servizi erogati ma anche e soprattutto la qualità. Quando i fondi poi sono già limitati e se ne decurtano degli altri, i servizi al cittadino si assottigliano sempre di più fino a scomparire. E il cittadino potrebbe trovarsi dall’oggi al domani senza servizi. Sanità per tutti e uguale per tutti recitava la l. 833 del 78, da domani potrebbe non essere più così’. Nonostante ciò i medici di famiglia, conclude Testa, ‘non si sottrarranno ai sacrifici richiesti dal Governo come faranno tutti gli altri italiani, ma al contempo non staranno di certo a guardare gli sprechi che ancora minano la nostra sanità’.
Michelangelo Nasca
28/05/2010