Aumentano con il passo veloce i livelli di colesterolo buono nel sangue e si riducono le possibilità di contrarre malattie cardiache

(12 Novembre 2009) - Non sempre 'chi va piano va sano e va lontano'!
L’esito di uno studio, condotto da un gruppo di ricercatori della University Pierre and Marie Curie di Francia e pubblicato sulla rivista British Medical Journal, ha rivelato infatti che le persone anziane che camminano lentamente hanno molte probabilità (tre volte superiore) di morire per insufficienze cardiache rispetto a coloro che camminano più velocemente.
La ricerca ha coinvolto 3.208 persone, tra uomini e donne sane dai 65 agli 85 anni di età. Sono stati considerati “camminatori veloci” gli uomini capaci di percorrere 1,85 metri al secondo, e “camminatori lenti” coloro che coprivano in un secondo 1,5 metri.
Le “camminatrici veloci” donne riescono, invece, a percorrere 1,85 metri al secondo , mentre le “camminatrici lente” coprono in un secondo la distanza di 1,35 metri.
Nell’arco di tempo di cinque anni, monitorato dagli scienziati, si è potuto costatare una minore probabilità di decesso (per problemi di cuore) in coloro che camminavano più speditamente. Lo sforzo fisico che si produce camminando velocemente, dicono i ricercatori, permetterebbe agli anziani di mantenere un cuore sano. Camminare in modo rapido aumenta i livelli di colesterolo buono nel sangue e riduce la possibilità di contrarre malattie cardiache. Secondo il parere dei ricercatori i primi sintomi relativi al problema cardiaco possono indurre le persone a camminare lentamente.
La pratica del fitness, a tal proposito, risulta un deterrente utile e consigliabile per tutti gli anziani.
Michelangelo Nasca
12/11/2009