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I PEDIATRI ITALIANI E LA SUINA. NO ALLA VACCINAZIONE INDISCRIMINATA
FIMP e SIP sollecitano le regioni a procedere tempestivamente


(4 Novembre 2009) - Nel dilemma della pediatria italina che afronta il nuovo virus pandemico c'è chi intende veicolare nell'opinione pubblica un orientamento certo. Giuseppe Mele, Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, ritiene 'assolutamente illogico e senza senso vaccinare subito, indiscriminatamente, tutti bambini contro il virus della nuova influenza'; considera invece 'necessario, in linea con quanto stabilito dalle direttive ministeriali, vaccinare i bambini affetti da patologie croniche, per i quali i vaccini sono disponibili con oltre 15 giorni di anticipo rispetto a quanto preventivato'. Per quanto riguarda la somministrazione del vaccino monodose destinato ai bambini, Mele ne attesta la sicurezza sottolineando le scarsissime possibilità di effetti collaterali.

'La strategia messa in atto dal Ministero della Salute – prosegue il presidente della Fimp – è stata condivisa con i pediatri di famiglia che costantemente, sull'intero territorio nazionale, stanno monitorando l'andamento epidemiologico dell'influenza'. Mele rinnova, infine, l’appello a non recarsi in Pronto Soccorso e a rivolgersi al pediatra di famiglia. 'La situazione – conclude – è sotto controllo e non registriamo alcun problema particolare che giustifichi inutili appelli a vaccinazioni di massa'.

Con un tono perentorio Pasquale Di Pietro, Presidente della Società Italiana di Pediatria, invita ad affrettare al massimo i tempi di intervento della vaccinazione per l'influenza H1N1. 'Se l'autopsia che si sta eseguendo in queste ore confermerà, quanto emerso dalle prime indiscrezioni, che la undicenne morta a Napoli per effetto dell'influenza aveva problemi cardiaci – afferma Di Pietro – , la bambina avrebbe dovuto rientrare nelle categorie a rischio da vaccinare prioritariamente. Considerando però che il vaccino è arrivato alle Regioni, sia pure in quantità limitata, da pochissimi giorni e considerando il tempo necessario dopo la vaccinazione perché la protezione sia efficace, la piccola in questione non avrebbe comunque potuto essere protetta. Diventa così indispensabile – chiarisce ancora il Presidente della SIP – affrettare al massimo i tempi di intervento. Ci chiediamo se le Regioni abbiano già tutte attivato un adeguato piano di intervento e abbiano iniziato a lavorare in questo senso. Purtroppo dobbiamo fronteggiare una situazione di emergenza con un vaccino che si è reso disponibile con ritardo, ma a questa difficoltà oggettiva non possiamo aggiungere anche ritardi generati da disorganizzazione e confusione'.

Anche la Società Italiana di Pediatria rivolge ai genitori un appello a non affollare i Pronto Soccorso per quei casi non realmente critici e che possono essere attenzionati validamente attraverso la consulenza del pediatra di famiglia. 'Anche perché – chiarisce Di Pietro – i Pronto Soccorso sono luoghi in cui può avvenire la trasmissione della malattia'.

PANDEMIA. OLTRE LA NOTIZIA



Michelangelo Nasca
04/11/2009

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