Sette giovani cristiani martoriati in Sudan dai ribelli

(28 Ottobre 2009) - Un gruppo armato di ribelli del “Lord's Resistance Army” – tristemente noto per i numerosi abusi, rapimenti, stupri, mutilazioni e uccisioni perpetrati nei confronti dei cittadini sudanesi – il 13 agosto 2009 ha fatto irruzione nella chiesa di Nostra Signora della Pace nella città di Ezo (al confine tra Sudan, Repubblica Centrafricana e Congo), sequestrando alcuni ragazzi tra i 15 e i 20 anni durante un momento di preghiera e strappandoli alle loro famiglie per poi crocifiggerli senza alcuna pietà.
'I ribelli sono entrati nella chiesa della mia parrocchia ed hanno preso tante persone in ostaggio. Mentre fuggivano nella foresta, ne hanno uccise sette: li hanno crocifissi agli alberi'.
E’ il drammatico e agghiacciante resoconto riferito da Monsignor Hiiboro Kussala, vescovo della diocesi di Tombura Yambio, nel Sud del Sudan, durante i lavori del Sinodo dei vescovi per l’Africa svoltosi recentemente in Vaticano.
'Si verificano tanti drammi come questo – dichiara Monsignor Kussala ai microfoni di Radio Vaticana – . Alcuni di loro sono stati istruiti da al Qaeda in Afghanistan: sono contro la Chiesa. Il progetto è intimidire i cristiani. […] Stanno uccidendo la gente, bruciano le loro case, le chiese: questo è martirio. […] Ma noi non vogliamo morire: tutto questo rafforza la fede della gente, la gente continua a venire in chiesa. […] Questo è il nostro motto, continuare a vivere la riconciliazione e la pace. Dopo sei secoli, il cristianesimo è stato praticamente distrutto nel Nord del Sudan, e noi ne soffriamo in nome del Signore. […] Chiediamo preghiere, tante! Per noi, affinché possiamo essere forti e proseguire su questo cammino così difficile. Ma con il Signore, lo sappiamo bene, alla fine vinceremo!'.
L’episodio è accaduto, come dicevamo prima, il 13 agosto 2009: quale giornale ne ha parlato? Sarebbe interessante scoprire cosa accadeva, proprio in quel periodo, di così importante nel mondo e quali notizie sono state pubblicate sui principali quotidiani nazionali! Politica, economia, gossip, vacanze, salute e società?
E' solo una questione di insensibilità? E' possibile che una notizia del genere raggiunga l’Occidente – all’avanguardia con le principali tecniche d’informazione – solo dopo due mesi dall’accaduto?
Oggi, purtroppo, in diverse parti del mondo, i cristiani vivono la fede nel timore delle persecuzioni. Oltre alla difficoltà di raggiungere (a piedi e per diversi chilometri!) la Chiesa più vicina per prendere parte alla celebrazione della Messa domenicale si unisce anche il timore di poter essere crudelmente giustiziati a causa della fede.
Se sette persone, nel sud del Sudan, a motivo della loro fede cattolica, muoiono sulla croce, quale senso assume nel post-moderno e nella civiltà del consumo questo evento? Francamente è difficile stabilirlo, anche in termini di analisi sociologica.
Se dalla parte delle vittime è un sacrificio, è il caso appena di accennare al carattere simbolico di questa parola abusata. Si utilizza impropriamente 'sacrificio' per descrivere alcune piccole fatiche di vita quotidiana, attenuando e talvolta banalizzando il significato profondo e sacro per la fede cristiana. Così, per esempio, diventa un sacrificio andare a scuola, rinunciare ad un periodo di vacanze, fermarsi a casa per un’esigenza familiare, ecc.
Probabilmente non immaginiamo minimamente cosa significhi credere in Cristo in certi paesi africani e in tante altre parti del mondo, affaccendati a polemizzare nel nostro paese su questioni a volte banali, convinti magari di essere sufficientemente aperti, laici e impegnati nell'affermazione dei diritti civici e dell'intercultura, con una percezione parziale dell'istituzione cristiana, sempre contro per la maggior parte delle agenzie nazionali, sempre espressione di potere, per l'Occidente laico, rivoluzionario, fondato sulla libera circolazione delle notizie e della parola.
Michelangelo Nasca
28/10/2009