Nell'ambiente sanitario e nei presidi territoriali si corre il rischio che si registrino comportamenti incoerenti, in una fase delicata

(22 Ottobre 2009) - Per valutare il grado di conoscenza degli italiani circa il virus influenzale A H1N1, la sezione di Medicina Clinica e Sanità Pubblica dell'Universita La Sapienza di Roma ha pubblicato un questionario online, che rimarrà accessibile per tutto il mese di ottobre sul sito dell'Italian Journal of Public Health (www.ijph.it).
L’iniziativa ha riscosso un notevole interesse, 'Finora - afferma Giuseppe La Torre, professore alla Facoltà di Medicina - molti tra medici e infermieri hanno risposto al questionario e stanno venendo fuori cose interessanti. Anche la popolazione sembra coinvolta, ma i risultati si sapranno solo a novembre'.
Intanto dal fronte prevenzione arriva un consiglio che, a giudicare dal dibattito in corso e dalle posizioni controverse che si sono determinate negli ambienti sanitari, somiglia ad un monito. Il segretario nazionale della Federazione Italiana Medici di Famiglia, Giacomo Milillo, invita 'tutti i medici di medicina generale a vaccinarsi contro l'influenza H1N1. E' una scelta responsabile, un atto di buona pratica clinica per contribuire ad arginare la diffusione del virus ed essere pronti a curare i propri pazienti soprattutto durante gli eventuali picchi della pandemia. Non condivido gli scetticismi in merito alla sicurezza del vaccino - continua Milillo - come piu' volte assicurato dagli organismi competenti, anche se elaborato in tempi record, è costruito in maniera analoga ai vaccini stagionali antinfluenzali adiuvati con MF59; il vaccino ha tutte le caratteristiche di sicurezza previste dalla normativa europea, infatti ha seguito una procedura autorizzativa Centralizzata presso l'Agenzia europea EMEA; inoltre l'AIFA (l'Agenzia Italiana del Farmaco) ha potenziato il Sistema di Farmacovigilanza e i risultati del monitoraggio verranno messi a disposizione nel sito web dell'Agenzia'.
Analogo questionario è stato somministrato negli Stati Uniti (qualche giorno prima rispetto all’Italia) dalla Harvard School of Public Health a un migliaio di adulti maggiorenni.
Dai risultati raccolti si evince che il 40% degli americani è assolutamente certo di volersi sottoporre al vaccino contro il virus dell'influenza A, mentre il 41% è convinto del contrario, solo il 6% appare indeciso sul da farsi e l’11% vorrebbe assumere il vaccino ma potrebbe ripensarci.
Per quanto concerne la decisione di vaccinare i figli il 51% dei genitori si dice favorevole, il 21% è deciso a non farlo, il 16% pensa di vaccinare i propri figli ma potrebbe cambiare idea e il 7% è indeciso.
Nel caso in cui la diffusione del virus dovesse incrementare il numero dei morti la percentuale dei genitori pronti a vaccinare i figli salirebbe fino al 60%. Nella maggior parte dei casi (un buon 30%), i principali motivi che inducono i cittadini americani a rifiutare il vaccino sono legati alla paura degli effetti collaterali che il vaccino influenzale A potrebbe provocare, mentre il 28% del campione intervistato non ritiene di essere seriamente a rischio. Tra le altre convinzioni rivelate dal questionario si riterrebbe facile, in caso di seria necessità, reperire i farmaci antinfluenzali.
Molti tra gli intervistati ritengono poi che il picco delle influenze si presenterà con maggiore intensità durante il periodo invernale.
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