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IL CALCIO RAZZISTA
Quanto costava un minuto di silenzio alla Lega Calcio?


(6 Ottobre 2009) - Un minuto di silenzioso raccoglimento per le vittime dell’alluvione siciliana – abbattutosi in questi giorni nella provincia messinese – è stato autorizzato dalla Federcalcio, d’intesa con le tre Leghe. Un gesto di solidarietà e attenzione che è stato riservato, “però”, solo alle squadre siciliane iscritte al campionato dilettanti, mentre – fatta eccezione per le due siciliane Palermo e Catania – tutte le altre squadre del torneo di serie A hanno iniziato a giocare regolarmente, come se nulla fosse!

A parte l’«errore» del Sig. Rocchi – che ha arbitrato Atalanta-Milan facendo rispettare il minuto di silenzio, convinto che le disposizioni della Lega Calcio riguardassero tutti i campi di gioco – possiamo poi stendere un velo pietoso, per questo increscioso atto di omissione.

Si potrebbe maliziosamente pensare ad una sorta di discriminazione nazionale senza precedenti. Persino nel corso della finale di Coppa Uefa del 1998, Inter e Lazio osservarono un minuto di silenzio per le vittime della catastrofe di Sarno. Vuoi vedere che le persone morte nel messinese rappresentano un problema esclusivamente siciliano?

'The show must go on', lo spettacolo deve continuare a tutti i costi? Anche quando il dolore di una città, messa in ginocchio da un evento catastrofico, grida giustizia al cospetto di Dio o degli uomini che sempre conservano un minimo di responsabilità?

Lo riteniamo un sistema diseducativo, ottuso e insensibile, soprattutto quando c’è di mezzo la sofferenza della persona.

Una caduta di stile per la Lega Calcio e per il suo nuovo presidente. Se la mafia è costrizione, indifferenza, speculazione al di sopra di ogni dimensione umana e morale, possiamo considerare l’atteggiamento della Lega di alto profilo mafioso? C’è poi la questione meridionale, prima la targa dedicata ad Impastato, eliminata come una zavorra della mafia del Sud, poi il governo che disattende gli elementi programmatici a favore del mezzogiorno, poi ancora le battute rozze e demenziali dei rappresentanti della Lega. L’Italia, un circo colorato, che non solo non pone in valore la questione del sottosviluppo del meridione, ma ne prende debitamente le distanze. “Come se le vittime di Giampilieri e Scaletta Zanclea – commenta laconicamente il Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo – non fossero italiani a pieno titolo”.

Lo “show” calcistico non doveva continuare, se dietro lo schermo televisivo c’era un’intera regione che piangeva i propri morti. Era giusto fermarsi, per mostrare vicinanza e solidarietà alle vittime… almeno per un minuto!

Proprio in questi giorni il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si era espresso a favore dell’unità italiana, contro quelle “bestemmie separatiste” recentemente ostentate: “Occorre una comune consapevolezza dell'unità e dell'indivisibilità della nazione italiana, la coscienza che in un mondo che cambia l'Italia potrà avere il posto che le spetta solo se rafforzerà la propria unità”. Retorica che non soddisfa i siciliani, se poi la politica prende la solita piega.

Domenica, al Barbera di Palermo la squadra Rosanero ha battuto la Juventus 2 a 0, ma l’azione più bella – al di là di ogni risultato – ce l’hanno regalata i 36 mila spettatori presenti allo stadio (siciliani e torinesi), tutti in piedi per applaudire e ricordare le vittime dell’alluvione a Messina.

Una lezione da non dimenticare!

 



Michelangelo Nasca
05/10/2009

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