Sulle vicende del premier ormai non si può far finta di niente e il linciaggio di Boffo rimane un fatto inquietante

(5 Settembre 2009) - Diogene – recita un’antico aneddoto –, filosofo greco, cenava con un piatto di lenticchie. Il collega Aristippo, uomo di successo, gli disse: «se tu fossi più ossequioso coi prìncipi, non dovresti sfamarti con le lenticchie!». Diogene replicò: «Se tu avessi imparato a vivere di lenticchie, non dovresti adulare i potenti!».
Questo è quanto abbiamo imparato dalla vicenda che in questi gironi ha visto protagonisti il direttore del “Giornale” Vittorio Feltri (nella foto) contro l’ex direttore del quotidiano cattolico “Avvenire” Dino Boffo.
Abbiamo constatato, con estrema amarezza, che pur di colpire la dignità di una persona si può essere disposti a tutto, e che per raggiungere un simile obiettivo tutto diventa lecito - persino scavare nella vita privata di qualcuno per renderne poi pubblica la notizia attraverso le pagine dei giornali - per rintracciare, costi quel che costi, il famoso scheletro dentro l’armadio. Tutto questo, a quale scopo… per conquistare un’onorificenza, per accrescere il proprio potere, per ossequiare i potenti?
Non ha torto il Vescovo siciliano di Mazara del Vallo, Mons. Domenico Mogavero, che a proposito della lettera anonima (circa le accuse infamanti contro Boffo) pervenuta a tutti i vescovi, parla di “avvertimento mafioso”: «L’ho ricevuta anche io, poco prima di Pasqua. È un momento di grande imbarbarimento, questa storia si contorna sempre più di tinte sgradevoli. Ho subito pensato che fosse un’operazione pilotata da qualcuno, diretta a noi vescovi, un’operazione squallida, quasi un avvertimento mafioso. A me è arrivata una fotocopia, ma c’era tanto di carta intestata, e il pezzo riconduceva al casellario giudiziario. Le ipotesi dunque sono due: o qualcuno ha messo mano a documenti riservati - e questo è estremamente grave - o qualcuno ha diffuso la notizia falsa per far scoppiare una bomba ad orologeria».
Qual è il prezzo della vicenda Feltri-Boffo? L’aver fatto saltare il direttore del quotidiano cattolico “Avvenire” ammorbidirà le relazioni (da qualche tempo vacillanti) tra Vaticano e la maggioranza dell’attuale Governo italiano? Come reagirà l’episcopato italiano di fronte a questo gravissimo attacco alla libertà di parola, che tende a delegittimare il libero pensiero del mondo cattolico?
Che l’estate, quest’anno, sia stata spropositatamente calda non vi è alcun dubbio, e anche in ambito politico e diplomatico - soprattutto nei rapporti tra Stato italiano e Vaticano - non sono stati risparmiati colpi tutt’altro che refrigeranti!
Il 20 agosto scorso, infatti, alcuni giorni prima che scoppiasse il caso Boffo, Mons. Domenico Mogavero - che è anche presidente del consiglio Cei per gli Affari giuridici - a proposito della “telenovela” sulle presunte trasgressioni morali del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (smentite dal Premier attraverso le pagine del settimanale “Chi”), aveva dichiarato: “Non sono sufficienti le assicurazioni affidate al suo settimanale Chi. Se non ha niente da nascondere, il premier risponda, una volta per tutte, alle accuse che gli sono state mosse, smentisca con le prove chi mette in dubbio la sua moralità, vada a dirlo in Parlamento, denunci alla magistratura i suoi presunti calunniatori. E aspetti fiducioso che la legge faccia il suo corso”. Mons. Mogavero chiese al Premier di fare chiarezza “su tutta questa dolorosa vicenda, assumendosi le sue responsabilità in Parlamento”. “Non basta, proseguiva il Vescovo mazarese, dirlo a giornali patinati come Chi o Vanity, più abituati a parlare di spettacoli e veline. Ormai sono mesi che importanti organi di informazione come Repubblica, Famiglia Cristiana, Avvenire - ma anche mass media esteri- raccontano dei comportamenti del premier, mettendo a dura prova la coscienza non solo dei cattolici, ma di tanta parte dell' opinione pubblica. E' tempo ormai che Berlusconi faccia piena luce nelle sedi opportune, a partire dal Parlamento, senza limitarsi ad attaccare chi lo accusa senza entrare nel merito del caso. Ormai non può far più finta di niente”.
Il linciaggio mediatico riservato a Dino Boffo (con conseguente atto dimissionario da parte dell’interessato) rimane inquietante ed estremamente pericoloso. Gli attacchi contro gli esponenti del mondo cattolico sono notevolmente e gravemente aumentati.
E sospettiamo che qualcuno prima o poi si farà male!
Michelangelo Nasca
05/09/2009