Quotidiano on line di informazione, documentazione e ricerca socio sanitaria
Aree tematiche
Editoriali
Inchieste
Sanità
SocialeNews
Pari Opportunità
Politiche migratorie
Documentazione e Ricerca
Contropiano
Storie
Redazionali
Tutti gli articoli
Archivio articoli

In evidenza
IO NON RESPINGO

Comunicati stampa ed eventi
Comunicati stampa - Agenda del Mese
Rassegna stampa Medeu.it

Cerca nel sito
Ricerca avanzata

Stampa questa pagina

COMMENTO. ERO FORESTIERO E MI AVETE OSPITATO
Nella Chiesa nessuno è straniero, e la Chiesa non è straniera a nessun uomo e in nessun luogo. In quanto sacramento di unità, e quindi segno e forza aggregante di tutto il genere umano, la Chiesa è il luogo in cui anche gli immigrati illegali sono riconosciuti ed accolti come fratelli (Giovanni Paolo II).


(7 Luglio 2009) - Nella famosa tragedia di Euripide (Medea) leggiamo una considerazione molto attuale per il nostro tempo: “Non è giusto disprezzare chiunque tu abbia veduto senza averne sperimentato l’animo chiaramente e senza averne ricevuto l’offesa. L’ospite deve adeguarsi alla città che lo ospita, ma non è lodabile che chi ci ospita ci tratti acerbamente per sua tracotanza o difetto di conoscenza”.

Sulle migrazioni valgono molte valutazioni, a carattere storico, sociologico o politico. Vale anche sottolineare, che non è possibile ignorare tale fenomeno né, tanto meno, demandarlo alla sola competenza territoriale affidata alle leggi dello Stato. E’ necessario poter guardare i limiti della propria diversità e quella altrui (etnico-religiosa che sia) con maggiore tolleranza e soprattutto con la capacità di accogliere ogni distinzione culturale, di nazionalità o di religione con la responsabilità civile e personale che è patrimonio storico e ontologico di ogni uomo e civiltà.

Le pagine della Sacra Scrittura, a tal proposito, documentano un episodio particolare vissuto dai componenti della sacra Famiglia. Immediatamente dopo la nascita di Gesù, l’evangelista Matteo racconta, infatti, che «un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo”» (Mt 2, 13). La santa Famiglia di Nazareth è dunque costretta ad allontanarsi dalla propria patria per stabilirsi in Egitto, ripetendo così l’esperienza dell’esilio e della deportazione dell’antico popolo di Israele a Babilonia. Giovanni Paolo II, in occasione del viaggio apostolico in America Latina, ebbe a dire a questo proposito: «Il Signore… volle anche assumere, con sua Madre santissima e san Giuseppe, questa condizione di emigrante, fin dall’inizio del suo cammino su questo mondo. […] La fuga improvvisa, l’attraversamento del deserto con i precari mezzi disponibili, e l’incontro con una cultura differente, mettono sufficientemente in rilievo fino a che punto Gesù ha voluto condividere questa realtà, che non poche volte accompagna la vita dell’uomo. Quanti emigranti di oggi e di sempre, possono vedere la loro situazione riflessa in quella di Gesù, che deve allontanarsi dal suo paese per poter sopravvivere! […] Ogni situazione di emigrazione si lega intimamente con i piani di Dio. Ecco, quindi, la prospettiva più profonda nella quale deve essere considerato il fenomeno dell’emigrazione» (Argentina, 9 aprile 1987).

Sono ancora tanti i pregiudizi, le paure e le ostilità nei confronti degli immigrati. Nella Chiesa però nessuno può essere considerato straniero, “Rendetevi conto – continuava con estrema schiettezza Giovanni Paolo II – che questa paura e questi pregiudizi non hanno altro fondamento che il proprio egoismo”.

Cristo chiede di essere riconosciuto in ogni uomo, «Ero forestiero e mi avete ospitato» (Mt 25, 35). L’immigrato può non essere considerato il “forestiero” a cui Gesù con esplicita determinazione fa riferimento? “La solidarietà è assunzione di responsabilità nei confronti di chi è in difficoltà. Per il cristiano il migrante non è semplicemente un individuo da rispettare secondo le norme fissate dalla legge, ma una persona la cui presenza lo interpella e le cui necessità diventano un impegno per la sua responsabilità. «Che ne hai fatto di tuo fratello?» (cfr Gv 4, 9). La risposta non va data entro i limiti imposti dalla legge, ma nello stile della solidarietà. L'uomo, specie se debole, indifeso, respinto ai margini della società, è sacramento della presenza di Cristo (cfr Mt 25, 40.45)” (Giovanni Paolo II, 25 Luglio 1995).

Gesù, per santificare il suo popolo, offre se stesso e muore in Croce fuori della porta della città di Gerusalemme, “come un forestiero”, senza un vero e proprio diritto di cittadinanza. Così San Paolo ammonisce: «Usciamo dunque anche noi dall'accampamento e andiamo verso di lui, portando il suo obbrobrio, perché non abbiamo quaggiù una città stabile, ma cerchiamo quella futura» (Eb 13, 13-14).

Nessuno si affanni… dopotutto «noi siamo stranieri e pellegrini come i nostri padri» (1 Cr 29, 15).

 

ARTICOLO CORRELATO:

SAN CALOGERO E I CLANDESTINI (Politiche migratorie) - Redazione Medeu.it



Michelangelo Nasca
07/07/2009

Stampa questa pagina

Video


Collegamento sponsorizzato


Newsletter

Spazio pubblicità Medeu.it
Per la pubblicità su questo sito
rivolgetevi a:
infopubblicita@medeu.it

Gli articoli più letti del mese
COMMENTO. Rosarno non è finita
LA BRUTTA STORIA DI ROSARNO
SGOMBERO ALLO ZETA LAB. CHI DOVREBBE GARANTIRE E SALVAGUARDARE IL DIRITTO D’ASILO?
EDITORIALE. CHI SONO I CALABRESI?
Antipatico, irriverente, provocatore. Balotelli, un campione sotto accusa
CONTROPIANO. L'H1N1 tra stregoni e sberleffi
Tutela dell'ambiente. Dove stiamo andando e qual è il futuro per l'emergenza rifiuti a Palermo
DOPO LA PULIZIA ETNICA A ROSARNO, MARONI ESPELLE I “CLANDESTINI”
Lampedusa: questo mare è una catena
IL SUICIDIO E LE CARCERI ITALIANE

Riproponiamo
Immigrati e mercato immobiliare. Tra centri storici fatiscenti e buone pratiche
iPod in laboratorio: disturba o migliora le attività?
Babbo Natale cattivo esempio per adulti e bambini
RICERCA. A caccia di fonti alternative di finanziamento
Endometriosi, questa sconosciuta
ZEN. Il calendario dei sogni
DIARIO DI BORGO. Riflessioni a cuore aperto su un intervento educativo con i giovani del quartiere Borgo Vecchio di Palermo
NUOVA SENTENZA D'APPELLO. Ancora preoccupazioni su tumori e telefonia
CHICKEN
Margaret Foti, una vita dedicata alla ricerca sul cancro

Copyright 2010 Medeu all rights reserved - Realizzazione Siti MarcoMedi@

Logo di conformità W3C HTML 4.0 Transitional. Seguendo il link si richiede la validazione immediata al W3C. Logo di conformità W3C CSS. Seguendo il link si richiede la validazione immediata al W3C.