Le suore in servizio all'Ospedale dei Bambini di Palermo rischiano lo sfratto

(8 Giugno 2009) - “Chi si occuperà delle famiglie che verranno lasciate sole?”. E’ l’allarmante interrogativo suscitato da quattro suore francescane che da quasi 80 anni dimorarono presso la struttura sanitaria dell’Ospedale dei Bambini di Palermo, per sostenere i familiari dei bambini ivi ricoverati.
Dopo 76 anni di servizio presso i reparti dell’oncoematologia, della chirurgia e della diabetologia dell’Ospedale dei Bambini, le suore (che svolgono anche le mansioni di infermiere e caposala) rischiano lo sfratto.
L’attività assistenziale delle quattro religiose francescane ha rappresentato, in questi 76 anni di servizio, un importante punto di riferimento non solo per i familiari dei piccoli degenti (spesso bisognosi di un conforto umano e spirituale) ma anche per il personale medico e paramedico della struttura ospedaliera palermitana.
Tutti noi ci rendiamo conto di quanto possa essere utile non sentirsi soli e abbandonati di fronte all’esperienza della malattia e della sofferenza, soprattutto quando sono i nostri figli ad aver bisogno di cure e di assistenza. “Non immaginate – dichiarano le suore – la forza che diamo ai familiari dei bambini quando si trovano a dover affrontare brutti momenti”.
A difesa delle cinque suore clarisse francescane scende in campo anche l’associazione “Madre Serafina Farolfi”, impegnata già dal 1997 a garantire assistenza ai genitori con bambini ricoverati.
“Nel pieno rispetto della varietà e del pluralismo religioso - afferma Aurora Mangano, presidente dell'associazione - in città costruiscono moschee e sedi per i culti più diversi e vogliono demolire quella per centinaia di famiglie che soffrono è ormai una vera e propria istituzione? Le famiglie devono essere sostenute a non abbandonare la forza della fede: non possiamo permettere che le suore vadano via dall’ospedale”.
“Siamo a Palermo dal 1933 - dichiara la Madre superiora delle clarisse francescane, contattata telefonicamente da Medeu - fino agli anni ‘70 abbiamo svolto in ospedale tutte le principali mansioni paramediche e abbiamo continuato a farlo fino ad oggi attraverso una convenzione (sottoscritta nel 1933 e rinnovata ogni tre anni) che ci legava all’azienda ospedaliera palermitana. La convenzione è scaduta lo scorso anno e non ci è stata ancora rinnovata”. Probabilmente per i raggiunti limiti di età l’azienda sanitaria palermitana non ha ritenuto opportuno rinnovare la convenzione con le suore che nel frattempo da 27 sono diventate quattro. “Noi nel rinnovo contrattuale – prosegue la religiosa – avevamo chiesto, allora, di mantenere solo le mansioni di assistenti religiose, anche se fra i termini della convenzione stipulata con l’azienda sanitaria dell’Ospedale dei Bambini a proposito dei limiti di età c’è sempre stato scritto: «Fin quando saranno in grado di svolgere efficientemente il servizio ospedaliero, nonostante i limiti di età». Dal primo febbraio 2009, improvvisamente, la convenzione non è stata più rinnovata”.
Nelle parole della Madre superiora un grande rammarico: “la tristezza, dopo tanti anni di servizio, di andar via in questo modo; comunque, se questo è permesso dal Signore, sia fatta la sua volontà”.
Michelangelo Nasca
08/06/2009