Kennedy e Jean Paul, i nigeriani che hanno soccorso gli anziani aggrediti a Palermo, nonostante siano arrivati in italia clandestinamente, non sembrano criminali

(14 Maggio 2009) - Due giovani nigeriani, Kennedy Anetor e Jean Paul Boy rispettivamente di 25 e 18 anni, sono stati protagonisti di un grande gesto di umanità e civiltà. Non hanno esitato nemmeno per un istante a fermare un soggetto psicolabile di 38 anni che in preda alla follia ha picchiato selvaggiamente una coppia di anziani, sotto lo sguardo inorridito (e chissà quanto colpevolmente indifferente) di altri passanti che lunedì mattina si trovavano alla Stazione Centrale di Palermo.
Una delle due vittime, Marianna Ruvolo di 67 anni è fuori pericolo; nulla da fare, invece, per l’anziano marito Antonio Raccuglia di 68 anni, del quale è stata constatata la morte cerebrale.
Kennedy e Jean Paul erano entrati in stazione per acquistare i biglietti dell’autobus; richiamati dalle urla della gente hanno visto il trentottenne psicolabile sferrare violenti colpi di martello contro i due anziani. Immediatamente i due nigeriani, senza perdere tempo, hanno bloccato l’aggressore consegnandolo alle forze di polizia.
Kennedy e Jean Paul hanno ricevuto l’abbraccio e la riconoscenza da parte della Città. Dal mese di novembre si trovano in Sicilia nella difficile condizione di profughi. Hanno trovato asilo presso la Comunità Missione Speranza e Carità guidata da Biagio Conte. Il grande gesto di umanità e civiltà che li ha portati a soccorrere i due anziani palermitani potrebbe regalare ai coraggiosi nigeriani il tanto sospirato permesso di soggiorno.
Purtroppo il Parlamento italiano, proprio in queste ore, ha dato fiducia al disegno di legge sulla sicurezza che metterà alle strette tantissimi extracomunitari. Per il premier Silvio Berlusconi si tratta di gente reclutata in maniera scientifica dalle organizzazioni criminali, e il ministro dell’Interno Roberto Maroni - fedele esecutore di un provvedimento di cui lo stesso Presidente del Consiglio si considera responsabile - presentando alla Camera il disegno di legge in materia di sicurezza sta solo mettendo in atto una politica di respingimento nata da un personale accordo (lo dichiara il premier) con il leader libico Gheddafi. Una manovra politica che evidentemente rende fiero il nostro presidente del Consiglio, che svolge un operato di politica estera sulla base non di una programmazione condivisa, ma di accordi personali.
Vi è da pensare che per la gran parte degli italiani il respingimento dei migranti in Libia, essendo obiettivamente impossibile determinare scientificamente la tipologia di reclutamento degli imbarcati, (soprattutto attraverso l'osservazione in mare e a distanza condotta da un'altra imbarcazione!) costituisca semplicemente un caso di discriminazione e di violazione del diritto di asilo!
Michelangelo Nasca
13/05/2009