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IL GRANDE FRATELLO E IL CARCERE MALASPINA DI PALERMO
Commentiamo la lettera che il giovane trentotto (nickname)ha scritto ai protagonisti del primo reality della televisione italiana


(20 Aprile 2009) - Un giovane detenuto del carcere minorile di Palermo ha inviato in questi giorni una singolarissima lettera ai protagonisti del “Grande Fratello”, la trasmissione televisiva più seguita del momento. Il latore della lettera (“Trentotto” è il nickname che ha scelto per firmare la missiva) ha 20 anni e da quattro è recluso nel carcere minorile “Malaspina” di Palermo. Insieme ad altri suoi coetanei fa parte di un interessante progetto, “In&out”, le cui finalità sono quelle di favorire il reinserimento nella società dei giovani detenuti.

Accompagnati dall’esperienza dei giornalisti della redazione ANSA di Palermo, i ragazzi del “Malaspina” hanno anche realizzato una newsletter dal titolo “Il nostro giornale”, un trimestrale telematico attraverso il quale i giovani detenuti hanno l’opportunità di dare voce ai propri sentimenti.

La lettera che il giovane recluso scrive, rivolgendosi ai ragazzi del Grande Fratello, mostra davvero una grande serietà e maturità di giudizio (che avrebbe meritato una maggiore eco mediatica), e nello stesso tempo diventa per tutti un’intelligente provocazione!

“Trentotto”, nella sua lettera, rimprovera i protagonisti del Grande Fratello: “Fate i provini e pregate il Signore che vi prendano… quando poi entrate dentro la casa, dopo una settimana cominciate a piangere e a lamentarvi che vi sentite chiusi, vi manca la famiglia ecc. ecc.; pur sapendo che nel momento in cui volete aprite la porta e ve ne andate a casa vostra. Quando poi venite eliminati piangete per chi se ne va, anche se sapete benissimo che è una possibilità in più per voi per vincere un sacco di soldi”.

Le parole di “Trentotto” esprimono una grande amarezza interiore per gli errori personali commessi in passato (questo gli rende onore e fa di lui un vero uomo!), ma nello stesso tempo – con grandissima dignità – manifestano il proposito di dare alla propria vita una svolta diversa e senz’altro migliore. “Io – prosegue, infatti, il giovane – sono un ragazzo che sfortunatamente si trova pure in una specie di Grande Fratello, che si chiama IPM “Malaspina” di Palermo. Vi dico subito che non ho fatto nessun provino per entrare, sono stato scelto per caso mentre facevo una rapina; comunque sono entrato perché giustamente ho sbagliato con la legge. Però in fin dei conti guardo a voi che avete la bella vita giorno per giorno davanti agli occhi e non ve ne accorgete. Ad essere sincero neanche io me ne accorgevo quando ero fuori; certo non avevo tutto quello che avete voi lì dentro però avevo la mia libertà, e per sentirmi togo (all’altezza ndr) e per avere vestiti alla moda e soldi in tasca facevo lo scemo. Ora che sono qua mi accorgo che se volevo potevo benissimo accontentarmi di tutto quello che avevo e non mi sono accontentato e ora sono qua”.

La casa circondariale in cui vive “Trentotto” non è certamente quella del Grande Fratello ma c’è un desiderio di libertà che forse i giovani del noto reality non comprendono fino in fondo! Quando esce qualcuno dal carcere – afferma Trentotto – io non piango, “anzi sono più che contento e non vedo l’ora di essere eliminato anch’io. Quando voglio non me ne posso andare a casa e la mia famiglia la vedo 1 ora a settimana, non si diventa famosi e non si vince niente, è tutta una corsa verso la libertà. Quello è il vero montepremi”.

“Non lamentatevi – scrive Trentotto a conclusione della sua lettera – che siete messi molto, molto meglio di me e di tutti gli altri rinchiusi per forza, …non mi lamento io perché dovete lamentarvi voi; e se dovete stare in televisione non state tristi perché di cose tristi già se ne vedono tante”.

Bisogna ammettere, con obiettiva schiettezza, che c’è da imparare tantissimo dalle parole di questo giovane recluso, che è capace di esprimere un giudizio chiaro ed intelligente sull’opportunità educativa ostentata da certe trasmissioni televisive!

Per una manciata di denaro c’è chi è disposto a perdere la propria libertà, chi invece l’ha momentaneamente perduta a causa degli errori commessi nella vita guarda ad essa come al più grosso dei montepremi finali! Scriveva Benjamin Franklin: “Una società disposta a rinunciare a una libertà essenziale per acquisire un po’ di sicurezza temporanea non merita né l’una né l’altra e le perderà entrambe”.

 (foto tratta da www.yourban.net)



Michelangelo Nasca
20/04/2009

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