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SICUREZZA E POLITICHE PER L'INTEGRAZIONE. ANCORA FORTI PERPLESSITÀ SUL DDL ALL'ESAME DELLA CAMERA!
In sede Onu l’Italia ha già perduto la faccia! Da un rapporto dell'Ilo (agenzia Onu per il lavoro) ne viene fuori l’immagine di una nazione xenofoba e razzista


(20 Marzo 2009) - Sono in tanti a non condividere l’ostinata proposta della Lega e dei capigruppo del Pdl circa il disegno di legge sulla sicurezza, già passato al Senato e in attesa di ulteriore vaglio da parte della Camera.

Il ddl sulla sicurezza prevede – oltre a tutta una serie di proposizioni abbondantemente criticate in precedenza – l’obbligo da parte dei medici di denunciare i clandestini exstracomunitari che si presentano in ospedale o nei centri di vaccinazione per chiedere cure sanitarie.

Alessandra Mussolini, insieme ad un centinaio di deputati, ha scritto in questi giorni una lettera al premier Silvio Berlusconi per chiedere la sospensione dell’emendamento contenuto nel “pacchetto sicurezza”.

Nel ddl sulla sicurezza – spiega Alessandra Mussolini – “sono contenute norme a nostro giudizio inaccettabili, e che necessitano di indispensabili correzioni”. “L’obbligo di denuncia – prosegue l’on. Mussolini – potrà riguardare anche gli insegnanti e chiunque eserciti incarichi pubblici […]. Una vera e propria trappola per bambini, da attirare con l’obbligo dell’istruzione, così da individuarli e colpirli proprio con la mano del medico e dell’educatore”.

Minimizza il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchetto affermando che “la lettera dell’on. Mussolini non è condivisa dal gruppo del Pdl”; Cicchetto la ritiene anzi “una iniziativa propagandistica che lascia il tempo che trova”.

Il leader della Lega, Umberto Bossi, è fermamente convinto che “il testo resterà com’è”. Secondo Dario Franceschini, segretario del Pd, “si tratterebbe di una legge non solo immorale, ma carica di rischi per la popolazione”.

All’attualizzazione di tali disposizioni non sono d’accordo neanche i medici. Un coro di proteste si è levato, infatti, in questi giorni, in alcune città italiane (anche se alcuni quotidiani non sono stati generosissimi nel diffonderne la notizia!). Molti medici hanno preso parte ad una particolare iniziativa - “Noi non segnaliamo day” – promossa da molte associazioni  sanitarie.

A Palermo, in pieno centro storico, martedì scorso, anche i medici palermitani hanno aderito all’iniziativa e sono scesi in piazza per protestare e per promuovere una raccolta di firme contro il ddl sulla sicurezza discusso in questi giorni in Parlamento. In uno dei loro slogan si legge: “Siamo operatori della salute non spie”, si rifiutano di segnalare gli immigrati clandestini alle forze di polizia e chiedono che venga rispettato il codice etico e deontologico della loro professione medica. “Non è vero – dichiarano i medici palermitani – che solo attraverso la denuncia la popolazione sarà protetta dal rischio di contagio di malattie e che l'assistenza sanitaria ai clandestini comporti degli alti costi di assistenza per lo Stato. La possibilità di fare diagnosi è il modo migliore per proteggere la salute di tutti e i dati disponibili dal ministero della Salute dimostrano che la popolazione immigrata è giovane e, in genere, sana”.

 

Il Noi non segnaliamo day è stato organizzato dai Medici senza frontiere (Msf), Società italiana di medicina delle migrazioni (Simm), Associazione studi giuridici sull'immigrazione (Asgi) e Osservatorio italiano di salute globale (Oisg). A tale iniziativa hanno aderito anche la Federazione italiana degli ordini dei medici, chirurghi e odontoiatri, l'Istituto nazionale per la medicina delle migrazioni e lotta alla povertà, l'Associazione medici stranieri e l'Ordine degli psicologi.

Tutti si dicono «allarmati perché il rischio di segnalazione e/o denuncia contestuale alla prestazione sanitaria creerebbe nell'immigrato una reazione di paura e diffidenza in grado di ostacolarne l'accesso alle strutture sanitarie».

Nel frattempo in sede Onu l’Italia ha già perduto la faccia! Da un rapporto dell'Ilo (agenzia Onu per il lavoro) ne viene fuori l’immagine di una nazione xenofoba e razzista, in modo particolare nei riguardi dei rom. Tra le accuse più pesanti quella di discriminazione degli immigrati e clima di intolleranza ai vertici della politica italiana. Nel rapporto dell'Organizzazione internazionale per il lavoro i nostri leader politici sono accusati di «retorica aggressiva e discriminatoria nell'associare i rom alla criminalità, creando così un sentimento di ostilità e antagonismo nell'opinione pubblica».

Il ministro degli Esteri italiano Frattini respinge le ignobili accuse ritenendole false; L’Italia – afferma ministro del Welfare Sacconi – è corretta nell'applicare le convenzioni per i Diritti umani e del lavoro, e il rapporto dell’Ilo non è da considerare un «atto ufficiale».

Il responsabile immigrazione della Caritas, Oliviero Forti, esprime invece molta preoccupazione per il clima di intolleranza venutosi a creare nel territorio italiano: «Da anni esprimiamo preoccupazione per forme di intolleranza e discriminazione verso gli immigrati, e in modo particolare nel mondo del lavoro».

Alle dure accuse rivolte al nostro Paese risponde anche la Farnesina: l'Italia «rispetta e rispetterà le regole europee e internazionali come sempre è stato riconosciuto e confermato dal governo e da tutte le autorità responsabili». Conclude il ministero degli Esteri: «Ci auguriamo che si tratti di una sfortunata pagina dell'attività di un'istituzione, l'Ilo, che l'Italia rispetta e con la quale intende continuare a collaborare».

A dire il vero – nonostante le molteplici perplessità che animano una valutazione delle misure varate da questo governo sull'integrazione e sui processi migratori con un saldo negativo– ce lo auguriamo anche noi!!!

 



Michelangelo Nasca
20/03/2009

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